Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso cortisone.
Mi sono tornate le bolle. Ne ho una su una chiappa che è una chiappa. Come se le mie non bastassero. Tra l'altro è la più tonica.
In compenso ne ho otto su una mano, che credo non piegherò mai più.
Perciò pensatemi a casa, a studiare per l'esame, avvolta in un mare di Cortidro, vogliosa di grattarmi con la spazzola pulisci barbecue.
E se avete suggerimenti cazzo, scrivete. Non si accettano puttanate tipo "legati le mani, bagnati con acqua fredda, pensa a qualcosa di bello" .
Non fatemi incazzare.
Entro nel negozietto "riparazioni orli e lampo", mi accoglie una signora totalmente rifatta, con una sigaretta in bocca che secondo me sta lì da una settimana e lei non se ne è accorta perchè il silicone le ha tolto la sensibilità sulle labbra.
Stazzitta:" buonasera signora, devo aggiustare la lampo di questi jeans"
(che ci tengo a dirlo, non è esplosa, anzi, sto dimagrendo così tanto che si tirà su così facile che la chiudo così veloce che si rompe)
Rifatta:"sono 11 euri"
Stazzitta:" porcatroia 11 euri? ma almeno viene bene?"
Rifatta:"signorina guardi che noi non facciamo altro"
(come fosse chirurgo specializzato in colangiografia transepatica percutanea, signora, sti cazzi, è una zip)
Stazzitta:" va bene, quando posso ritirarli?"
Rifatta:" mercoledì prossimo"
Stazzitta:"mavaccagarevà."
Fine
...quella con due orli si riaggiusta le tette per quest'estate a Formentera.
A grande richiesta, soprattutto da amici e parenti, continua la rubrica "aggiungi un post a tavola".
Quest'oggi abbiamo il piacere di ospitare una donna che dire donna è dire poco e chi dice donna dice danno e invece in questo caso no.
La donna io me la ricordo ancora prendente appunti e imparante, quando ancora c'era qualcosa da imparare, con una felpa bianca e le trecce e pensavo "che bellina questa qui" e ho scoperto tempo dopo che lei pensava lo stesso di me. Sono passati quasi 6 anni ed è tutto come il primo giorno. E se non è amore questo dimmelo tu cos'è. Quello che ancora ci manca, quello che ancora non c'è.
La scrittrice di oggi è bella, colta, seria, intraprendente, emotivamente poco stabile ma ci stiamo lavorando, riflessiva pure troppo, stilosissima, divertente, intonata e sicura di sè. Motomunita e militesente. E come tutte le donne di un certo spessore, di un certo livello, di una certa intelligenza, combatte con un ragazzino di 6 anni nel corpo di uno di 30. Che se quella è diventata così famosa per aver concepito senza scopare, noi che abbiamo un figlio senza aver partorito che dovremmo dire?
signore e signori, accoglietela con un applauso...
Non si può entrare in una rosticceria e pretendere di trovare dei bignè alla crema. Puoi mangiare supplì per mesi ma non saranno mai bignè, pur nel loro perfetto grado di untuosità grassa. Se alla fine ti ritrovi con la gastrite è il minimo.
Questa è la morale della storia di un presunto amore difficile. Presunto l’amore. La difficoltà certissima.
Si conobbero che era autunno e si sfiorarono la prima volta che era giunto ormai l’inverno. Già lì lei avrebbe dovuto capire. Ma sugli occhi jamon serrano. Un afoso freddo era tutto intorno, a 28 artificiali gradi fissi. Perché a lei piacevano tanto gli ossimori e li spiegò un giorno a lui che prese anche appunti per imparare qualcosa che non fosse david chipperfield. I mesi passavano veloci in eccezionali quanto anomali incontri. Lei si spaccava la schiena appresso a lui. Andava, veniva. Lui fermo. Lei dava, donava. Lui fermo. Lei attendeva, sperava. Lui fermo. Lei non sapeva nemmeno ricordare come era quando c’era. Lui inesorabilmente fermo. E se il vento lo spostava, lei sorrideva.
L’immobilità era disarmante, paurosamente inverosimile. E niente mai succedeva.
Ad un certo punto della storia, lei raggiunse un livello di sconcerto insostenibile e decise di fermarsi. Era molto stanca e voleva essere condotta lei per una volta. Voleva essere presa per mano. Ma lui continuava a disegnare perché con quelle manine non sapeva fare nient’altro e non si accorgeva di nulla. Lei a volte piangeva e lui credeva che avesse il raffreddore. Lei comprava il sensodine per i suoi denti sensibili, perché in fondo in fondo una parte di lui era sensibile, e lui con lo spazzolino rosa ci puliva le scarpe da trecento euro. Non come chi conservò uno spazzolino della guerlain per anni. Certo era un oral b, però. Lei giocava a mastermind alle due di notte con quella disgraziata della sorella e lui dormiva. In quel letto singolo con le lenzuola verdi acido di zara home, belle incartapecorite come appena comprate, ognuno era solo nel suo spazio invalicabile.
Ognuno bello pigiamato.
Lei aveva chiesto stavolta ma forse non per davvero.
Le amiche di lei avrebbero ucciso perchè lei si salvasse. Infatti quelle amiche sapevano bene che lei era buona. Però tutto dipendeva da lei. Solo da lei. Perché si. Lo sapeva anche lei, lui era solo un povero trentenne con le spalle a stampella che se avesse potuto le avrebbe regalato delle tette nuove. Lei invece aveva delle spalle da paura e d’estate abbronzate e scoperte erano una bomba. Doveva solo ricordarlo.
Ringraziamenti dovuti e sentiti alla Dani per aver concesso spazio sul suo blog ad una storiella harmony style di infima qualità, in tutti i sensi, ma soprattutto per la costante presenza amorevole.
Perché lei amava la sua amica Daniela sinceramente.
Stamattina sono stata al funerale di un ragazzo di trentun anni, il che la dice lunga sulla piega che il post prenderà. Io la morte non la conosco, non la capisco, non la temo, non fa differenza per me finire sotto terra con i vermi o per aria con un vecchio con la barba a cui mai ho dato fiducia nella mia vita e che anzi, nelle giornate di pioggia senza ombrello ho spesso nominato in termini poco lusinghieri. Però stavo lì, in chiesa, nell'assurdità di avere un tipo su un altare che ha la stessa età del tipo nella bara e ditemi voi se è fattibile insomma, morire così senza aver terminato le cose da fare, le persone da salutare, il libro a pagina 341.
Che io alla morte ci penso di continuo, specie in questo periodo, che l'ultimo pensiero prima di dormire è che domani non mi sveglierò e allora penso che mi sto portando sfiga da sola e tocco ferro con le corna sulle aste del letto di ikea che ho tra l'altro montato con la stessa persona che oggi piangeva in chiesa e che io per un motivo o per l'altro ho salutato senza sapere bene che stavo facendo. Perchè poi, come dice mamma, chi muore giace e chi vive si da pace, ma poi chi vive si da davvero pace? nel senso, sti cazzi di sapere se c'è una vita dopo la propria morte, ma la vera domanda è c'è una vita dopo la morte di un fratello, di un figlio, dio mio di un fidanzato? e dico una cosa forse assurda, ma secondo me la fidanzata è quella che sta peggio, perchè la famiglia è tutto passato, ma la fidanzata è tutto futuro. Io mia sorella la vedo e la conosco e la so ed è mia da 27 anni ad agosto, ma livio no, livio è tutto dopo, è tutto da oggi in poi e se il poi non c'è più, con chi te la prendi? che alla fine il passato non te lo leva nessuno, ma il futuro mai come adesso non lo sento nelle mie mani. Il tutto per dire che se avessi i soldi in analisi ci tornerei immediatamente. E per dire che, Adriano, se per un qualche strano motivo passi di qua, chiamami, che ti voglio bene.
C'ho un sacco di cose da fare, quindi rapido.
Voglio manifestare il mio totale disappunto per questa nuova ossessione per le ascelle.
Accendete la televisione, ci sono solo pubblicità per avere ascelle sexy e io mi sono rotta il cazzo.
Come sono delle ascelle sexy? io le depilo, non basta? le devo idratare? cazzo, ci sudo, più idratate di così.
Comunque sono esausta.
Avevo appena iniziato a prendermi cura del culo e delle cosce, adesso anche le ascelle.
Dio laser.
Che poi io sono tanto brava a parlare di quanto le persone siano importanti e non il ruolo che hanno nella mia vita. E l'ho fatto con tutti, con Luca, con Davide, con tutti, con tutti gli uomini a cui ho dato qualcosa che alle donne ho dato in maniera più spontanea e meno problematica, quasi da sorella, che in fondo io una sorella ce l'ho, e devo aver fatto pratica con lei.
Tutta la vita a dire che conta chi sei e cosa dai e mi ritrovo a pensare che sposarmi e fare un figlio è quello che vorrei e magari è una cazzata. Quello che vorrei sei tu, indipendentemente da quello che succederà, quello che vorrei sei tu e non quello che potresti essere se riuscissi a forza a infilarti in un progetto di vita che certo, ho concepito CON TE, ma chissà se ho realmente concepito PER ME. E probabilmente aspetto che tu mi dica di sì solo per avere la conferma che sia cosa buona e giusta, che sia il passo successivo per noi, che sia l'ennesima cosa che abbiamo in comune, noi che in comune non abbiamo nulla, ma proprio nulla nulla, tranne l'amore che ci passiamo da una mano all'altra ogni cazzo di giorno. E vederti cambiare per me non so realmente perchè dovrebbe significare qualcosa di buono, io che mai nella vita ti augurerei un compromesso con la tua felicità, figuriamoci un compromesso per la tua felicità e penso che, Stella ascoltami perchè questa è per te, cazzo loro sono più sinceri di noi, perchè il vero motivo per cui non fanno nulla è che a loro va bene così. E a noi no.
E invece vaffanculo, così è perfetto.
Così è la voglia di lasciare che il tempo ci scorra in mezzo alle gambe senza fare nulla per renderlo tempo nostro, così è la voglia che tu sia felice, al di là della mia partecipazione, così è sapere che stai bene anche se sono lontana e non diventare come la mia parrucchiera che pensa che il marito sia una testa di cazzo perchè non riesce a far addormentare il pupo in meno di 40 minuti e allora ti rendi conto anche tu che non è un buon compagno di vita. La mia parrucchiera detto tra noi, è una che ha incastrato il marito in un matrimonio con annessa creatura con la stessa logica di possesso con cui comprava borse gucci, sfoggiandone una nuova a ogni taglio doppie punte.
Che a me i capelli crescono super in fretta tra l'altro.
Che le coppie si accontentano ancora prima di farsi felici e mi fa un sacco paura.
Quindi:
Non fare nulla per me.
Fai tutto con me.
E come diceva la regina sempiterna
Express yourself don't repress yourself.