mercoledì, 09 luglio 2008
Miei giovani fans
l'attività principale di questa settimana di gioiosa afa infernale è la lotta al topo di quartiere.
Come molti di voi sanno io abito in un seminterrato, il che significa che le mie finestre danno direttamente sulla strada e quando dico "direttamente", credetemi. Non pensate a un tugurio, la casa è molto carina, ci sono fiori rosa sul davanzale, tutti i comfort, quadri alle pareti e il frigo sempre pieno.
Il problema infatti non è tra le mie quattro mura, il problema è la giungla di roditori e topi di fiume/fogna che popolano il quartiere. Non ne avete una lontanissima idea.
Due giorni fa me ne stavo beata davanti al mio portone, a chiacchierare e spettegolare con un'amica, quando mi si presenta una scena che in quel momento ho faticato a considerare reale: un topo che attraversava la strada lento lento con un gatto che lo seguiva lento lento.
Il gatto e il topo erano grandi uguali.
Non sto scherzando.
Non era un topo alla Ratatouille, era più una cosa alla Splinter delle tartarughe ninja, meno saggio e senza vestaglia.
Mi gusto la scena come se fossi al cinema, senza partecipazione, senza ansia, così tranquillamente, finchè non mi viene in mente la finestra aperta della mia cucina e le persiane socchiuse in camera da letto.
Terrore, schifo, panico, ribrezzo, bleah, brrr, voglia di fare subito la doccia.
Ora la questione è la seguente: sono andata dal ferramenta e non esiste nessun repellente per topi in commercio, e ovviamente nessun veleno, anche perchè mi ritroverei carcasse di animale morti davanti alla finestra, tra gatti, cani, piccioni e il resto dello zoo randagio. L'unica cosa che potrebbe funzionare è un aggeggio a ultrasuoni che si piazza accanto alla finestra, ma che costa 119 euri e non si sa se funzioni o meno.
Secondo voi la prospettiva di fare amicizia col topo e di convincerlo a venire in casa solo se invitato può dare risultati?
Si accettano suggerimenti.
Grazie
martedì, 08 luglio 2008
A come armatura
B come bravura
C come canaglia che con me verrà in questura
D come diamante
E come elefante
F è il furfante che in galerà finirà
per G c'è tanta gente
per H non c'è niente
per Immediatamente
alla L passerò
L è l'animale
M è meno male
N è natale e tanti doni porterà
per O c'è l'orco
per P c'è Pinocchio
per Q questo marmocchio che stasera mangerò
R come Roma
S come strade
T tutte le strade che a Roma porteran
U che bella storia che
Vi ho raccontato
Z ho tanto sonno che a letto me ne andrò
Sotto le coperte tutte le parole fanno capriole
e un'altra storia inventerò.
Ecco il vero motivo per cui non so dove si mettono le lettere K J W X Y nell'alfabeto. Non ne ho idea.
venerdì, 04 luglio 2008
Oggi: mi sono bruciata un dito infilandolo nella piastra per i capelli. Adesso tutta la mano puzza di pelle di pollo, senza Apelle povero cristo. E povero Cristo pure quello che ho tirato giù senza il minimo riguardo per l'intera comunità cristiana e il comune sentire religioso , quando mi sono bruciata un dito infilandolo nella piastra per i capelli.
Oggi e domani: lavoro pomeriggio sera e un pezzetto di notte ai gloriosi Mercati di Traiano per un'iniziativa del comune di Roma con spettacolo itinerante e attori nell'area archeologica. Che non vi venga in mente di passare, comprare un biglietto, consigliarlo a un amico, partecipare in un modo qualsiasi.
Chenonvivengainmente.
Domenica: giornata fuori porta. Un velo di mistero avvolge ogni cosa.
Lunedì: spesa, pranzo da mamma, pagare bolletta Tiscali, fare bonifico per affitto, andare a prendere il sole sulla terrazza condominiale aumentando in maniera vertiginosa le probabilità di avere un tumore al cervello, grazie all'ausilio delle trecento antenne paraboliche e non che circonderanno me, sirena metropolitana, unta di olio al bergamotto.
Buon uichènd miei cari.
mercoledì, 02 luglio 2008
Da un paio di giorni vomito.
Si accettano scommesse sulle cause.
Vi do qualche indizio, non sono anoressica e non sono incinta.
Al vincitore un premio prodotto da me!
martedì, 01 luglio 2008
è morto il doppiatore di Ridge.
A quando la madre?
martedì, 01 luglio 2008
La narcolessia si è impossessata di me.
Farò un sacco di errori in questo post e so che scriverò cose assurde senza senso ma apprezzate già il fatto che abbia aperto splinder per comunicare con il resto del mondo.
Apprezzate ingrati.
io dormo. Nella mia vita di adesso dormo. Tutta la vita.
Vado al museo, torno dal museo, ingurgito qualcosa di grasso che credevo fosse troppo caldo per essere mangiato con 40 gradi e invece io ce la faccio, e poi dormo.
Alle sei mi trascino in palestra dove mi ammazzo di addominali, anche se non ce ne sarebbe bisogno.
Sono già splendida e tonica? No.
Sono una tipa da pancetta alla marilyn monroe? No.
Semplicemente quando mi addormento di pomeriggio sudo come un maiale, mi sveglio con un'effetto sauna/bagno turco che di turco ha soprattutto le bestemmie che tiro giù quando scopro che tra le tette mi è cresciuto il muschio del presepe.
Nel frattempo ho preso 30 all'esame su Caravaggio: mi siedo al tavolo dell'assistente e lui mi fa "Allora c'era da preparare una tesina: lei che argomento ha scelto?".
Panico panico panico. Non in realtà sti cazzi, sti cazzi, sti cazzi, la mia vita è un palcoscenico, io mento sapendo di mentina.
Prendo a caso dei fogli dalla borsa, probabilmente il volantino delle offerte della settimana di trony, e parlo mezz'ora della opere di Caravaggio in san Luigi dei Francesi, con una tranquillità e una padronanza dell'argomento degna della più stronza delle secchione.
E infatti prendo 30, il professore è troppo pigro per chiedermi la versione cartacea della tesina e poi comunque, anche in quel caso, sarebbe rimasto affascinato da una lavastoviglie tripla classe A a sole 299 euro, pagabili in comode rate a interessi zero.
Ah che sfida infinita la vita.
Ah non è mai tardi per nuovi traguardi.
Ah che originale e carina l'idea della tesina.
Ah che razza di demente l'assistente.
Peccato.
Ah.
Ah.
Il post è finito.
Ah.
venerdì, 27 giugno 2008
Finta malata a casa, studio Caravaggio per l'esame di lunedì, incerta su chi mi stia più sul culo tra San Carlo o Federico Borromeo, ma credo più San Carlo.
Mi ero quasi rassegnata all'idea di avere solo pensieri ambientati nel 1601 quando mi accorgo che sul canale della Metro Goldwin Mayer di sky stanno facendo Ho sparato a Andy Warhol. Evvai! Film allucinante su Valerie Solanas, la femminista lesbica che ha sparato al padre supremo della pop art. Ma non temete giovani fans, Andy non muore in quella occasione, bensì nel modo più popular che gli potesse capitare. Di appendicite.
E questo apre il dibattito sulle morti celebri.
Per esempio lo sapevate che Antoni Gaudì, architetto e scultore modernista, autore tra le altre cose della Sagrada Familia, la grandiosa cattedrale incompiuta di Barcellona, è morto schiacciato dal tram proprio davanti alla chiesa? che fine del cazzo direte voi, che fine del cazzo direi io, anche considerando il fatto che nessuno l'ha riconosciuto, dunque lo hanno lasciato lì un bel po'...povero Antoni...
Non ho nient'altro da scrivere, ma si accettano richieste, soprattutto se qualcuno volesse avere un quadro dettagliato e approfondito dei matrimoni di interesse tra la famiglia Colonna e la famiglia Sforza, che è argomento avvincente e affascinante. Il tutto con colonna sonora della sigla di biutiful.
Tarattattarattattara-tattà-tarattattarattarataratataratà...
giovedì, 26 giugno 2008
Io vorrei tanto che tu mi assomigliassi un po'
in questo grande immenso bisogno d'amore che ho.
Lucio Dalla
mercoledì, 25 giugno 2008
Quello che ho, quello che voglio, quello che costruisco, quello che spero, motivazioni, ambizioni, richieste, rifiuti, desideri, voglie, volontà.
è tutto un gran casino.
è tutto un gran casino.